Corpo, arte e pensiero divergente non hanno nulla a che fare!
Sul serio? Ci credi davvero?
Molti anni fa il mio corpo iniziò a mandarmi segnali di sofferenza attraverso sintomi diversi e dolore fisico. “Tenevo duro” nell’erronea convinzione che in quella attitudine vi fosse qualcosa di eroico o ineluttabile. Mi ero convinta che quello fosse il mio destino e che la vita non avesse altro da offrirmi.
Il dolore fibromialgico, l’infiammazione e i dolori mestruali, ormai diventati lancinanti, mi debilitavano e mi facevano sentire sbagliata, inutile.
Fino a quando una parte di me prese la decisione più importante della mia vita.
Il corpo sa scegliere
Dentro di me sentii:
- BASTA! Questo dolore non può più continuare, devo trovare delle soluzioni! Adesso!-
Quello stato d'invalidità non era più tollerabile e m'interrogavo sul motivo per cui mi stessi punendo con tutto quel dolore perché sapevo che se tutto quel malessere abitava nel mio corpo era perché in qualche modo io lo avevo accettato e gli avevo accordato il permesso di vivere nelle mie cellule, nei tessuti e, ovviamente, diventare sovrano dei miei pensieri e della mia vita.
Sentire dolore mi stremava... altro che arte e pensiero divergente. A volte volevo solo dissolvermi. Sparire
Semplicemente non ne potevo più.
Così iniziai a cercare qualcos'altro in me. Osservai se esisteva una coscienza più profonda capace di mostrarmi nuove Vie per tornare a Me.
Ero conscia del fatto che ogni problema contiene i semi della propria soluzione e decisi di confidare in qualche buona idea capace di trasformare la mia condizione psicofisica.
Scelsi un pensiero diverso, divergente e creativo, per l'appunto: doveva esistere un modo per riprendere in mano la mia vita!
Inizialmente provai una terapia proposta dalla reumatologa che mi provocò effetti terrificanti e conclusi che quella non era la mia via. La cura per il mio dolore non poteva essere intrisa di sofferenza.
Dopo oltre dieci anni in cui -mi ero rotta- la mia guarigione non poteva passare attraverso altre esperienze capaci di turbare la mia quiete.
Rimasi aperta alla possibilità e inaspettatamente, una sera prima di coricarmi, l'i-Dea venne a me come una carezza materna.
Da giovane avevo praticato alcuni esercizi di Qi Gong e mi venne in mente quanto quella pratica mi facesse sentire in armonia con il mio corpo, leggera, senza dovermi scervellare per ricordare cose complicate. Amavo il modo in cui mi sentivo quando entravo in quella forma di movimento.
- E se il Qi Gong fosse la risposta che il mio corpo pretende? E se quei movimenti potessero rilassare i miei muscoli?-
L'imperfezione nell'arte della vita
Ecco che l'imperfezione del corpo, che in me si manifestava come dolore fibromialgico, mi ha permesso di aprire uno spazio di creazione pulsante all'interno della mia vita e della mia coscienza.
"Tutto è frutto di risoluzione" dice spesso Selene Calloni Williams a significare che ciascuno porta in sé la capacità di scegliere la propria direzione mentre affronta l'esperienza della vita.
Il dolore può restare dolore, ma possiamo scegliere di attraversare questo portale alla scoperta di un movimento personale e creativo capace di rilassare i muscoli. Potremmo decidere esplorare la respirazione consapevole (respirazione circolare, respirazione allotropica, tantrica, diaframmatica e chi più ne ha più ne metta).
La tristezza, il vuoto e perfino il lutto possono convertirsi in un ventre caldo e amoroso, al quale affidare le proprie inclinazioni, i potenziali creativi, le arti e i talenti dormienti ovvero i semi divini che ci abitano.
Quando ci offriamo con fede all'esperienza imperfetta facciamo spazio all'Anima, al Divino, non come entità astratte e indefinite, bensì come manifestazioni dell'Essenza nella realtà quotidiana.
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